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Sono ormai diversi mesi che il colosso editoriale Mondadori è entrato con grande energia nel settore dei fumetti, anche se, per il momento, senza rischiare molto, considerando che quasi i tutti i titoli usciti fino ad ora sono importati dalla Francia o sono ristampe di classici italiani. Spero sinceramente che le vendite vadano bene, cosicché, nel prossimo futuro, la casa editrice potrà magari decidere di puntare anche su autori italiani alle prime armi. Mi auguro, insomma, che le risorse del più importante editore nostrano siano impiegate in operazioni non dissimili da quella tentata dalla Star Comics nel 1994 proprio con Hammer, serie di fantascienza che Mondadori ripropone oggi in edicola con alcuni extra e nuove copertine, non escludendo neppure un prosieguo con materiale inedito nel caso di gradimento da parte del pubblico.
La storia, ambientata alla fine del terzo millennio, riprende alcuni dei temi più classici della narrativa fantastica, ed ha per protagonista Helena Svensson, una formidabile hacker che viene condannata a venti anni di reclusione sul carcere orbitale di Lazareth, dal quale però tenterà di fuggire insieme ad un gruppo di personaggi rissosi e male assortiti.
Si tratta di un recupero interessante, sia perché possiamo assistere alle prime prove di alcuni autori che adesso lavorano in pianta stabile per Bonelli, sia perché, come sottolineato anche nell’introduzione, questo fumetto è stato pensato e realizzato in un periodo particolare, situato al termine dello scorso millennio e anche alla conclusione di un ciclo forse irripetibile per la fantascienza, cinematografica e non. Trovo che i punti di forza di questo primo numero risiedano soprattutto nel soggetto, che anticipa sorprendentemente quello di Matrix, e nelle visualizzazioni di ambienti e personaggi, certamente debitrici di alcuni fumetti che andavano forte in quegli anni (oltre all’ovvio Nathan Never anche i lavori di Masamune Shirow) ma tutto sommato ancora abbastanza attuali, nonostante alcune idee siano state superate e rese ingenue dallo sviluppo della tecnologia reale. Altalenante, invece, la qualità dei disegni, perché alla buona prova di Giancarlo Olivares nel prologo (cioè quello che 20 anni fa era il numero zero) si affianca un intero primo episodio realizzato da Majo con molte incertezze ed errori di gioventù, anche se non avrebbe potuto essere altrimenti.
Da notare positivamente, infine, lo stile con cui era stata concepita la sceneggiatura, perfettamente leggibile ma quasi del tutto priva di appesantimenti come le “didascalie didascaliche” e gli “spiegoni”, che ancora oggi caratterizzano pubblicazioni di questo tipo.
Alessio Bilotta
HAMMER #1: DOPPIA FUGA
Mondadori Comics | 132 pagg. b/n | 4,5 €
Sceneggiatura di:
Riccardo Borsoni | Giancarlo Olivares (ep. Tradita)
Marco Febbrari | Majo (ep. Doppia fuga)
Disegni di:
Giancarlo Olivares (ep. Tradita)
Majo (ep. Doppia fuga)
Reperibilità:
uscito in edicola da una decina di giorni,
ci rimane per un mese
Voto: 6
Per saperne di più:
Copertina di Hammer #1 – ed. Star Comics (1994)

 

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