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Non so quanti di voi lo sapessero, ma l’ultimo weekend l’ho trascorso a Londra. Ho visitato una mostra molto bella sulla storia del fumetto britannico (guarda qui), sono stato nel negozio tutto dedicato ai Moomin e ho scoperto che l’intero piano terra del leggendario comic-shop Forbidden Planet è ormai occupato solo da gadget e prodotti collaterali. Non ho avuto modo di leggere fumetti, ma sono stato moderatamente ossessionato dall’immagine che precede questo post, sia perché non amo molto viaggiare in aereo sia perché rappresenta, a suo modo, un insieme di sequenze narrative.
Il linguaggio della Nona Arte non è nuovo ad essere utilizzato come strumento esplicativo di procedure e istruzioni particolari, e ne troviamo molti esempi, soprattutto in ambito sicurezza: si sa, le immagini contengono molte più informazioni dei semplici testi, oltre ad essere, generalmente, di più immediata comprensione. Io non so chi è lo sconosciuto autore delle informazioni di sicurezza che sono appiccicate sul retro dei poggiatesta di tutti i voli Ryanair, e non so neppure quali siano i criteri richiesti per questo tipo di lavori, ma mi sembra che il documento in questione non sia così chiaro, oltre ad essere disegnato piuttosto male. In particolare, l’ultima “striscia”, quella relativa alle uscite di emergenza situate sopra le ali, è un sfida ai più profondi conoscitori del fumetto per essere capita.
Ricordando però la celebre scena di Fight Club, quella dove Tyler Durden sostituisce le informative ufficiali con illustrazioni molto più realistiche e terrificanti (guarda più sotto), vi invito a notare la totale inespressività dei personaggi che fronteggiano le situazioni di emergenza, così rappresentanti, evidentemente, per non creare panico immotivato e infondere, in chi le guarda, una illusoria sensazione di sicurezza.
Si tratta, in definitiva, di un utilizzo consapevole, per quanto rozzo, del potere persuasivo dei fumetti, che attraverso la semplicità e la freddezza dei disegni riesce a mettere a proprio agio anche chi, come me, non lo è mai davvero quando sta volando.
Per concludere, qui trovate un curioso sito specializzato nelle parodie delle “safety information” aeree  e altro.
Alessio Bilotta

 

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