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Com’è bello questo libro. Fa parte di quella rara categoria di opere nelle quali entri subito dentro, dopo appena poche pagine. Che divori con partecipazione attraversando mille emozioni diverse, e che quando chiudi, dopo averlo terminato, ti sale un groppo alla gola, di commozione vera. È una storia di ricordi, frammentati in episodi densi e malinconici, i ricordi di Rino detto Koper, un ragazzino cresciuto nel villaggio ANIC di Ravenna, voluto da Enrico Mattei e sorto alle porte dello stabilimento petrolchimico ENI nella seconda metà degli anni ’50. Forse è proprio il villaggio il vero protagonista, perché tutte le esistenze dei protagonisti sembrano destinate inesorabilmente al sacrificio in nome di quel moloch industriale, che le guarda fisse da lontano e le intossica, nello stesso modo in cui inquina l’ambiente circostante. Scappare forse è possibile solo nei campetti di calcio, almeno fin quando i protagonisti sono ragazzi, perché poi le fughe saranno altre, e spesso risulteranno tragiche e mortali. Si tratta di quelle partite interminabili e indimenticabili, estenuanti e piene di feroce agonismo, dove i pali delle porte sono alberi o giubbotti, e dove nessuno dei protagonisti ha le scarpe adatte da indossare. Non so se i ragazzi hanno ancora l’abitudine di provare ad uccidere i pomeriggi estivi in quelle infinite sfide ai giardinetti, ma sicuramente la mia generazione si ricorda bene di cosa significa; e si ricorda anche di come certe frasi pronunciate, certe situazioni accadute, avessero quella solennità e quella forza che appartenevano ad una verità che sembrava di riuscire a intravedere per la prima volta, svelando il senso terribile che può avere la vita.

L’autore Davide Reviati, pluripremiato per questo lavoro, è bravissimo a cogliere e restituire quei momenti, ed è forse il miglior disegnatore di calciatori in azione che sia mai esistito, oltre che un disegnatore eccezionale a prescindere da questa particolarità. Il dinamismo e la fluidità che caratterizzano le azioni su carta dei piccoli giocatori non credo che abbiano eguali, e davvero si riesce a ritrovare la sensazione fisica del fiato rotto, dei muscoli doloranti, e quell’eccitazione così particolare che può capire solo chi si è trovato, almeno una volta, davanti ad un portiere con il pallone fra i piedi. Ho amato moltissimo il fitto tratteggio con il quale ha dato volume e profondità di campo, e con cui è riuscito ad afferrare, per l’attimo giusto, la velocità, sorprendentemente senza mai usare artifici grafici come le linee cinetiche. Leggendo quali sono i libri che Reviati tiene sullo scaffale (guarda qui), è interessante studiare come abbia rielaborato alcune soluzioni di certi autori grandissimi che cita, e cioè Tullio Pericoli ed Edward Gorey, ma la cosa più bella rimane perdersi in queste tavole piene di rabbia e disperazione, anche noi a cercare di spingere il pallone dentro la porta.

 
Alessio Bilotta
MORTI DI SONNO
Coconino Press | 352 pagg. b/n | 18,5 €
Storia e disegni di
Davide Reviati
Reperibilità:
appena uscito, si trova in libreria e fumetteria,
questa è la nuova edizione
dello stesso libro pubblicato nel 2009;
dai un’occhiata anche a questo
Voto: 9
Per saperne di più:
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