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Leggere questo fumetto dovrebbe essere una priorità per tutti gli appassionati, indipendentemente dalle sue qualità intrinseche. Si tratta infatti di un esempio sempre più raro nell’editoria mondiale, e cioè di un prodotto realizzato da un autore esordiente e sconosciuto che, in pochi anni, diventa un successo internazionale, generando anche gli inevitabili videogiochi ispirati e gli adattamenti “anime” e cinematografico (annunciato per il 2015). Il caso risulta ancora più interessante perché i disegni non sono un granché, almeno nei primi 3 volumetti che ho letto, e neppure la trama è così originale. Si racconta di un ipotetico futuro, o forse di una dimensione parallela, dove l’umanità è stata decimata dall’arrivo di misteriosi giganti, creature elementari che si cibano delle persone; i pochi umani superstiti sono arroccati all’interno di piccole città protette da cerchie di altissime mura concentriche, apparentemente indistruttibili. Dopo una tregua di 100 anni, appare però un gigante colossale, alto più di 50m, che facilmente crea un varco nella cinta muraria più esterna, aprendo così la strada ai propri famelici simili. La storia comincia qui, seguendo le avventure del solito manipolo di giovani eroici e senza legami famigliari che, grazie alle loro diverse abilità, cercheranno di sconfiggere gli invasori arruolandosi nell’esercito.

Un tema non nuovo quello delle creature enormi e distruttrici, che abbiamo visto di recente anche al cinema, ad esempio in Pacific Rim, che pure era su tutto un altro registro. Forse la cultura popolare testimonia in questo modo la sfiducia verso il futuro, l’insicurezza della società contemporanea che, mancando di solidi appigli ideologici o sociali, si richiama a figure archetipiche di terrore. O forse, è soltanto una moda passeggera.

La cosa più interessante di tutto il fumetto, a mio avviso, è rappresentata comunque proprio dal modo con cui sono disegnati i giganti, specie di umanoidi deformi e asessuati che discendono direttamente dalle visioni di Hyeronimus Bosch o Francisco Goya, con orrendi sorrisi, diabolici e disperati, stampati fissi sulle loro facce altrimenti spente. Sono i personaggi più curati, e le sequenze che li vedono protagonisti sono realmente inquietanti, seppur stranamente ovattate: essere divorati dai mostri è un destino orribile, ma alla fine sembra quasi liberatorio. Credo che la paura dei protagonisti che diventa resa sia alla fine l’aspetto più spaventoso e fastidioso, e meglio riuscito, di questo manga. Approssimative, noiose e disegnate male sono invece tutte le altre parti, quelle in cui non ci sono i giganti, ma questo potrebbe essere un espediente narrativo per dare l’illusione della normalità e amplificare l’ansia.
Un prodotto contemporaneo, certo non un capolavoro, ma un’opera curiosa e interessante, da assaggiare almeno una volta; rimando, per maggiori approfondimenti, e per una recensione scritta con grande stile, a quella fatta da Maicol&Mirco per Linkiesta (qui).
Alessio Bilotta
L’ATTACCO DEI GIGANTI #1-3
(Shingeki no Kyojin)
Panini Comics | 200 pagg. b/n | 3,9 €
Storia e disegni di
Hajime Isayama
Reperibilità:
in fumetteria, siamo arrivati al n. 12
Voto: 7,5
 
Francisco Goya: Saturno devorando a un hijo
Per saperne di più:
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