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Copertina della prima edizione (1984)

Della memorabile stagione di Cannibale e Frigidaire, le riviste che negli anni ’80 pubblicarono, fra gli altri, Andrea Pazienza e Tanino Liberatore, non sempre si ricordano tutti i protagonisti, forse perché messi in ombra dalla luce abbagliante generata dai due mostri sacri citati prima. Sicuramente Massimo Mattioli è uno dei nomi che invece tutti gli appassionati dovrebbero conoscere, anche perché continua da sempre a lavorare nei fumetti, pubblicando regolarmente le avventure del coniglietto Pinky per Il Giornalino. È anzi piuttosto singolare, e meritevole di studi più approfonditi, la capacità dell’autore di produrre sia storie per bambini su un giornale cattolico, sia strisce ultraviolente e porno per un pubblico decisamente più adulto e smaliziato. Il fumetto che consigliamo oggi vede protagonisti forse i personaggi più famosi di Mattioli appartenenti alla seconda categoria, e cioè una versione estrema di Tom e Jerry, o meglio, una versione “realistica”, per quanto possa sembrare inadatto questo termine. Tutti i personaggi dei cartoni di quel tipo, infatti, sono continuamente sottoposti a mutilazioni, schiacciamenti, ustioni, elettrocuzioni e chi più ne ha più ne metta, ma si tratta sempre di situazioni incruente, dalle quali i protagonisti escono indenni e dove non viene mai versata nemmeno una goccia di sangue. L’idea di Mattioli è abbastanza semplice, e cioè: che succederebbe se, invece, i corpi di gatti e topi reagissero come se fossero fatti di carne, sangue ed ossa? Ed ecco allora che gli inseguimenti e la scaramucce (ma stavolta è il topo a perseguitare il gatto) si trasformano in sequenze splatter in cui non si risparmia nessun dettaglio macabro e disgustoso, anche se poi il sangue sembra sciroppo e i protagonisti non muoiono mai, ma tornano ogni volta più cattivi e spietati di prima. Come bonus, le storie sono arricchite anche da sequenze porno molto spinte, in quella alternanza di eros e thanathos che, strano a dirsi, funziona sempre molto bene.
Anche i meno attenti avranno notato la somiglianza di questi personaggi con Grattachecca & Fichetto dei Simpson, ma ad oggi non ci è dato sapere se Matt Groening abbia scopiazzato Mattioli o se invece si sia trattato di una semplice coincidenza, per quanto sospetta: quello che è certo è che Squeak the Mouse non solo li anticipa di qualche anno, ma rimane ancora oggi assai più oltraggioso e rivoluzionario.

Alessio Bilotta

 

SQUEAK THE MOUSE
Blue Press | 48 pagg. colore | 8.000 L.
Storie e disegni di
Massimo Mattioli
Reperibilità:
da cercare nelle fiere e online l’edizione Blue Press,
più difficile reperire l’edizione Primo Carnera
Voto: 8,5
 
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