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Non mi piace recitare la parte del nostalgico, però mi sembra che quella rivoluzione creativa che caratterizzò i fumetti di supereroi negli anni ’80 si sia fermata lì, senza successori davvero all’altezza a nessun livello, né fra gli autori né fra i responsabili editoriali. Trent’anni fa, invece, le cose erano diverse, tanto che la Marvel aveva una linea di albi di grande formato stampati su carta più pregiata (i Marvel Graphic Novel, prima che questo termine assumesse tutt’altro significato) proprio per dare la possibilità ad autori innovativi di lavorare senza limitazioni. Il fumetto di oggi è uno degli esempi più fulgidi di quel periodo straordinario, non fosse altro perché riunisce due fra i maggiori autori viventi, e cioè Frank Miller e Bill Sienkiewicz.
La storia è incentrata sul tentativo del leader criminale Kingpin di curare la follia dell’amata moglie ricattando un celebre psichiatra, al quale ha fatto rapire la compagna da un suo scagnozzo psicopatico. Il supereroe Daredevil se ne sta abbastanza sullo sfondo di questa vicenda, apparendo di quando in quando come un ectoplasma rosso, ed in effetti non sembra indispensabile al racconto. Una sceneggiatura che, riletta oggi, non appare particolarmente brillante, risultando forzata in alcuni passaggi, anche se la caratterizzazione dei personaggi, da sempre uno dei punti di forza di Miller, rimane ottima. Non è difficile, anzi, trovare i semi che, qualche anno dopo, germoglieranno nei protagonisti e nelle situazioni di Sin City, e mi riferisco in particolare a Victor e Cheryl, che anticipano Marv e Goldie come coppia impossibile. A mio modesto avviso, comunque, questo fumetto rimane memorabile soprattutto per gli incredibili disegni di Sienkiewicz, che dipinge tavole di impatto ineguagliato rielaborando in grande stile suggestioni provenienti dalla pittura espressionista. Ogni vignetta di questa opera è un piccolo capolavoro in sé, e tuttavia l’insieme non affatica l’occhio come altri sterili esercizi di stile, ma costituisce un mondo con proprie regole estetiche e compositive dal quale è impossibile non rimanere catturati.
Il sottogenere narrativo dei supereroi mostra già da qualche anno i segni di un declino creativo che pare inarrestabile, forse perché si insiste sempre sul riciclo delle stesse idee per gli stessi personaggi, che esistono da un sacco di tempo e che meriterebbero di andarsi a riposare, ovviamente a meno di non liberarli dalle costrizioni del marketing e di affidarli alle cure di grandi autori come questi.
Alessio Bilotta
DAREDEVIL: AMORE E GUERRA
Star Comics | 64 pagg. colore | 8.000 L.
Sceneggiatura di
Frank Miller
Disegni di
Bill Sienkiewicz
Reperibilità:
l’albo in mio possesso è esaurito da tempo e si può trovare nei circuiti dell’usato,
ma un paio d’anni fa la Panini ha fatto uscire una ristampa in un altro formato
Voto: 8,5

 

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