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Lo ammetto, è passato molto tempo dell’ultima volta che ho acquistato e letto un albo di Dylan Dog, quindi recarmi in edicola per prendere appositamente questo numero è stato per me un piccolo evento. Un evento gradevole, devo dire, non solo perché mi ha riportato indietro di tanti anni, ma anche perché la storia mi è piaciuta e l’ho letta volentieri. Prima di parlarne, però, voglio spendere qualche parola sulla copertina, un’immagine netta e potente che mi ha colpito tantissimo e che è stata una delle cose che mi hanno spinto a prendere l’albo: ho notato, di recente, che anche altre pubblicazioni bonelliane riuscivano a spiccare fra gli scaffali delle edicole, e penso che questa sia un’ottima cosa, perché se una copertina ti conquista, buona parte del lavoro è già stata fatta.


La storia inizia subito spiazzando (Dylan è in ambulanza e sta morendo), ma è solo il preludio al folle incarico che dovrà portare a termine il nostro eroe, e cioè lavorare alle dipendenze di burocrati infernali per scoprire un misterioso assassino che uccide i morti, e nello specifico le anime dannate dei serial killer. Sicuramente un soggetto bizzarro, dove spicca la surreale rappresentazione dell’Inferno, una specie di enorme fabbrica popolata da strani personaggi che finalmente tradiscono l’iconografia più classica e un po’ stanca per proporne una tutta particolare, che mi ha ricordato certi vecchi numeri della Doom Patrol con la Confraternita del Dada. A rendere il tutto ancora più stuzzicante, le sequenze nella dimensione infernale sono alternate da episodi ambientati nel nostro mondo, in cui la violenza esplode senza controllo in scene di puro splatter, che ho assaporato con vero, antico e colpevole piacere.
Forse la risoluzione dell’intreccio è un po’ troppo macchinosa, forse si poteva spingere ancora di più l’acceleratore sul pedale della satira sociale, e forse si poteva osare maggiormente con i disegni, molto belli ma anche molto classici; e forse non ho colto tutte le citazioni, e magari non ho capito bene il lavoro che si sta facendo su certi cliché, ma da lettore (e non da fan) si tratta di cose che sono tutte poco importanti, perché questo albo è stata una bella e autentica sorpresa, tanto che sarò sicuramente in edicola fra un mese per prendere il numero successivo.

Alessio Bilotta

 

LA PAGA DELL’INFERNO
(Dylan Dog #334)
Sergio Bonelli Editore | 96 pagg. b/n | 3,2 €
Soggetto e sceneggiatura di
Giovanni Di Gregorio
Disegni di
Daniele Bigliardo
Reperibilità:
rimane in edicola fino al 28 luglio
Voto: 7,5
Per saperne di più:
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