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Copertina di un’edizione francese

Del gruppo degli Umanoidi (o per meglio dire, Les Humanoïdes Associés), fondato in Francia nel 1974 e il cui apporto alla storia del fumetto è considerato unanimemente come rivoluzionario, si ricorda soprattutto Mœbius, che è stata senz’altro la personalità di maggior spicco; degli altri si fa invece fatica persino a ricordare i nomi, sebbene abbiano prodotto anch’essi opere di grande potenza visiva, come appunto il fumetto di oggi, realizzato interamente da Philippe Druillet nel 1976. La storia è di ambientazione fantascientifica, e racconta di un mondo prossimo alla fine in cui orde di barbari motociclisti combattono contro misteriosi poliziotti vampiri per la conquista di un enorme deposito di una droga non meglio identificata, ma di cui i selvaggi sono totalmente dipendenti. Si tratta di una folle corsa attraverso architetture spaventose e immaginifiche, costruzioni che sembrano vomitate direttamente da un’allucinazione, e che si stagliano su deserti infiniti attraversati da colori violenti e disarmonici. I protagonisti completano l’incubo, perché sembrano regrediti allo stadio più basso della condizione umana, e infatti sono mostruosi, feroci, incapaci di parlare correttamente, con la pelle rugosa interamente ricoperta di scritte e tatuaggi e un unico, inarrestabile bisogno, quello di procurarsi la droga. Si tratta quindi di una folle corsa verso la morte, forse intesa come unica via di scampo o forse come ultimo atto di ribellione verso un mondo totalmente ostile.
I disegni di Druillet non sono puliti e lievi come quelli di Mœbius, e sembrano invece fatti di materia putrescente, mentre il singolare montaggio delle tavole, con le vignette tagliate sghembe e l’inserimento di foto e immagini rielaborate al computer, amplifica il senso di smarrimento e oppressione, e traduce perfettamente in linguaggio visivo la disperazione dell’autore per la prematura scomparsa della moglie. Il libro è infatti dedicato alla compagna Nicole, morta di cancro, e tutta l’opera sembra attraversata dal dolore e della tensione verso la morte; forse una delle dichiarazioni d’amore più potenti ed apocalittiche mai prodotte, e un’ulteriore chiave di lettura che rende unico questo fumetto.

Alessio Bilotta

 

LA NOTTE
(Collana Umanoidi #8)
Nuova Frontiera | 72 pagg. colore | 8.000 L.
Storia e disegni di
Philippe Druillet
Reperibilità:
l’unica edizione italiana risale al 1982,
da cercare alle fiere e online
Voto: 8,5
Per saperne di più:
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