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Per l’angolo del vintage, una storia che per tutti gli appassionati di supereroi è un’autentica pietra miliare, poiché introduce i concetti di multiverso e realtà parallele che, per i decenni successivi, infesteranno tutti gli albi con gli eroi in calzamaglia, creando un sacco di confusione e rendendo illeggibili, di fatto, molte di queste storie.
La storia, pubblicata in USA per la prima volta nel 1961, è solo un pretesto per far incontrare il Flash originale degli anni ’40, scomparso dalle edicole nel 1949, con la sua controparte moderna, e riletta oggi mostra inesorabilmente i segni del tempo, poiché i ritmi compassati e i dialoghi pieni di “spiegoni” oggi non sarebbero tollerati; sono emersi, tuttavia, alcuni elementi interessanti, che ad una prima lettura mi erano sfuggiti. Innanzitutto la non cruenza degli scontri fra eroi e cattivi, che somigliano più a balletti piuttosto che a battaglie per la supremazia del bene sul male, forse anche grazie al tratto elegante del grande Carmine Infantino, che certo sarebbe profondamente a disagio con gli energumeni ipertrofici che vanno di moda adesso. Poi mi ha colpito un altro elemento, presente anche in molti fumetti Disney: la totale (o quasi) assenza di sfondi in molte vignette, semplicemente riempite di colori alle spalle dei personaggi, ma di colori completamente fuori contesto (giallo canarino, violetto, azzurro…), che forse sono la vera cifra pop di questi albi. Ma la cosa che mi ha fatto divertire di più è stata la trovata che consente al Flash moderno di capire immediatamente cosa gli sia successo dopo aver attraversato involontariamente la barriera fra le due dimensioni: riconosce la città in cui non era mai stato, e ricorda addirittura l’indirizzo della sua controparte, perché era un lettore dei fumetti con protagonista il vecchio Flash! E quando lo incontra in carne ed ossa, gli spiega con la massima naturalezza che quelle vecchie storie furono ispirate all’autore in sogno, proprio perché le due realtà coesistono su piani sì separati, ma anche sovrapponibili in qualche modo, e quindi in qualche modo comunicanti. Che follia! Non solo viene detto, forse per la prima volta, che gli autori fanno parte anche loro parte dei mondi fittizi che creano, ma addirittura si sostiene che i fumetti possano essere delle finestre su mondi paralleli, accessibili solo attraverso quelle pagine, a meno di non potersi muovere a supervelocità. Un grande atto d’amore nei confronti di questo medium, o forse solo una delle tante idee bislacche che c’erano in quel periodo, ma in ogni caso un espediente narrativo originale che riconosce al fumetto una magia che sembra ormai avere perso.
Alessio Bilotta
FLASH OF TWO WORLDS
(The Flash #123)
ristampato all’interno di
Crisis on Multiple Earths: The Team-Ups vol. 1
DC Comics | 25 pagg. colore
Storia di
Gardner Fox
Disegni di
Carmine Infantino (matite) | Joe Giella (chine)
Reperibilità:
il volume in mio possesso si può trovare in rete,
ma la storia credo sia stata ristampata molte volte
(anche qui)
Voto: 6+
Il Flash moderno spiega i rapporti fra le 2 dimensioni parallele

 

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