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Mi rammento di una vecchia intervista a John Byrne (superstar degli anni ’80 e oggi praticamente inattivo) in cui raccontava di come si fosse preparato a scrivere e disegnare un certo ciclo dei Fantastici Quattro: si era immerso in isolamento, per vari giorni di seguito, nella lettura della sequenza più famosa di Jack “il Re” Kirby (quella con gli Inumani, Galactus e Silver Surfer), uscendo dall’esperienza un po’ disorientato, quasi stordito. Vivere nei mondi immaginifici creati dal Re per tanto tempo sembra che fosse stato per Byrne un evento sconvolgente e straniante, tanto che sconsigliava a tutti di fare qualcosa di simile. Io invece raccomando esattamente l’opposto, e cioè di ripetere l’esperienza di Byrne, e di farlo proprio con questa saga, finalmente ristampata in un’edizione che le rende giustizia.
Solo il primo volume (per ora ne sono usciti 2 di 4) consta di circa 400 pagine, nelle quali la fantasia sfrenata di Kirby si sprigiona al massimo della sua potenza, quasi brillando e crepitando, proprio come quegli scoppi di energia che sono così frequenti nelle sue vignette. Inutile riassumere la trama, un ambizioso intreccio fanta-mitologico che originariamente si dipanava su ben 4 testate e metteva in campo divinità tecnologiche, realtà alternative, ingegneria genetica, mostri spaventosi e intrighi famigliari, in un susseguirsi di invenzioni e colpi di scena che non mancavano neppure di satireggiare la società della comunicazione e la concorrente Marvel, dalla quale il Re se ne era appena andato sbattendo la porta. Ci si potrebbe dilungare parecchio su ogni singolo elemento della saga, a cominciare dalla bizzarra “equazione dell’anti-vita”, oppure concentrarsi sui tanti personaggi epici e indimenticabili protagonisti della storia (Darkseid e Nonnina Cara i miei preferiti), ma quello che più mi ha colpito nella rilettura di questi fumetti è stata un’altra cosa: l’attenzione che Kirby aveva per i giovani, non priva di qualche ingenuità, come quando affronta il tema delle controculture, ma figlia di un amore sincero, che forse era l’unico strumento con il quale un 53enne potesse provare a decifrare i complessi mutamenti dell’inizio degli anni ’70.
Purtroppo il pubblico non premiò la saga del Quarto Mondo, forse anche perché al Re non fu consentito di svilupparla come avrebbe voluto, ma il tempo, come sempre, ha ristabilito le giuste proporzioni: si tratta di un’opera magnifica e immortale, che ancora oggi, a oltre 40 anni dalla sua conclusione, non cessa di sorprendere ed eccitare chi ha il buonsenso di leggerla e guardarla.

Alessio Bilotta

 

QUARTO MONDO DI JACK KIRBY vol. 1
(Jack Kirby’s Fourth World Omnibus Vol. 1)
RW Lion | 396 pagg. colore | 33,95 €
Testi e disegni di
Jack Kirby
Chine di
Vince Colletta
Reperibilità:
uscito a dicembre 2012, si può richiedere in fumetteria
o acquistare sul sito dell’editore (qui)
Voto: 8,5
Kirby come Albert Hofmann
La dolce nonnina che tutti vorremmo avere

 

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