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Che fine ha fatto Barry Windsor-Smith? Non se ne hanno notizie da molti anni, e anche il volubile mondo degli appassionati più duri sembra essersene dimenticato. Eppure, pur non essendo molto prolifico, è stato uno degli artisti più originali e influenti in USA dagli anni ’70 fino ai primi ’90, da ricordare soprattutto per Conan e alcune storie ambientate nell’universo degli X-Men, oltre che per la miniserie dedicata a Machine Man, inspiegabilmente dimenticata dai più. Dotato di uno stile raffinato e inconfondibile, è un artista che ha saputo rielaborare diverse influenze, da Dante Gabriel Rossetti fino a Jack Kirby, passando per Sergio Toppi e Alfons Mucha, e che ha realizzato alcune delle pagine più memorabili mai stampate nei comic-book, quando anche le produzioni più commerciali potevano sorprendere con storie fuori dai soliti schemi.

Le ultime notizie che ho trovato in rete sono contenute in questo articolo del disegnatore Tom Scioli, ormai vecchio di quasi un anno, nel quale si dice che Barry starebbe lavorando ad una storia inizialmente pensata per Hulk e poi portata avanti per conto suo, per godere di maggiore libertà creativa, proprio come il fumetto che consigliamo oggi. La dea altera e bellissima protagonista del libro, infatti, non sarebbe altri che Tempesta degli X-Men, che forse molti oggi associano all’insipido personaggio cinematografico interpretato da Halle Berry ma che, negli anni ’80, fu al centro di un bellissimo arco narrativo (Vitamorte) disegnato da un Windsor-Smith in grande forma e di cui questo avrebbe dovuto essere il terzo episodio. Sembra che la Marvel abbia rifiutato di pubblicarlo perché conterrebbe un’istigazione al suicidio, mentre in realtà il fumetto è un tentativo, non privo di qualche ingenuità, di spiegare l’indissolubile legame con la sofferenza e la morte di quelle popolazioni africane afflitte da sempre dalle carestie e dall’egoismo degli uomini bianchi. La storia funziona bene soprattutto quando mostra l’incapacità di comprendere l’Africa da parte degli stranieri (dei, mutanti od occidentali che siano, è lo stesso), anche se armati di buona volontà, mentre non convince troppo quando l’autore risolve certe situazioni andando a pescare nelle tradizioni magiche di quei popoli. Rimangono gli splendidi disegni, dettagliati ed elegantissimi, che davvero ci fanno sperare che Windsor-Smith abbia trovato approdi più soddisfacenti e remunerativi in altri campi, anziché il frustrante mondo del fumetto.

Alessio Bilotta
ADASTRA IN AFRICA
Kappa Edizioni | 56 pagg. b/n | 13,5 €
Sceneggiatura e disegni di
Barry Windsor-Smith
Reperibilità:
Pubblicato nel 2004, sembra disponibile qui 
Voto: 6,5
Per saperne di più:
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