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Copertina dell’edizione francese
Non ci sono molti fumetti con protagonisti insetti antropomorfizzati, probabilmente perché ai più risultano fastidiosi, quando non addirittura repellenti. Dovrebbe essere invece una categoria da sfruttare meglio, perché le potenzialità sono praticamente infinite, come dimostrano anche i lungometraggi animati A Bug’s Life e Z la formica, entrambi però posteriori a questo fumetto, pubblicato in Francia per la prima volta nel 1995. La storia, completamente muta e priva di effetti sonori, segue le peripezie della buffa mosca del titolo (che indossa grosse scarpe e ha una fila di denti enormi), dalla sua nascita all’interno di un bidone dell’immondizia fino al quasi apocalittico finale, forse un omaggio al classico King-Size Canary di Tex Avery. L’insetto, curiosissimo e sempre di buonumore, si trova a dover affrontare numerose peripezie a causa delle sue ridotte dimensioni, incontrando via via altri piccoli esseri, fra cui un minaccioso ragno che cerca in tutti i modi di catturarlo: lo spasso è assicurato dal ritmo sfrenato e dal classico paradosso per cui, cambiando scala, anche le cose più insignificanti possono diventare pericolose, come in una versione comica di Radiazioni BX: distruzione uomo. Deliziosi i disegni del grande Lewis Trondheim che, pur incasellati in rigide gabbie di 9 vignette per tavola, risultano estremamente fluidi e comunicativi grazie alla loro semplicità, tanto da farci affezionare a questi insetti come se fossero dei teneri peluche, anziché creature un po’ ripugnanti che si cibano di rifiuti. Dopotutto, se un ratto è diventato il beniamino di tutti i bambini del mondo, perché non potrebbe riuscirci anche una mosca?
Alessio Bilotta
LA MOSCA
(La Mouche)
Kappa Edizioni | 112 pagg. b/n | 15.000 L.
Sceneggiatura e disegni di
Lewis Trondheim
Reperibilità:
pubblicato nel 1999, si può cercare alle fiere
e nei circuiti di vendita online
Voto: 8
Per saperne di più:

 

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