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Come già discusso in post precedenti, esiste una nutrita schiera di autori contemporanei che utilizza il fumetto per raccontare storie angoscianti e crudeli di solitudine e male di vivere. È quasi diventato un genere a sé stante, e pertanto possiamo trovare alcune ottime cose a fianco di opere non certo indispensabili, o controverse nel migliore dei casi. Questa antologia del 34enne Sammy Harkham raccoglie diverse tipologie di racconti, realizzati con vari stili e formati, e risulta secondo me emblematica di quello che sto cercando di dire. Accanto ad un piccolo capolavoro come Poor Sailor e ad una buona storia come Capriole, infatti, troviamo una serie di altre cose di qualità molto altalenante: da semplici divertissement ad uso e consumo esclusivo degli appassionati duri della scena indipendente nordamericana, a lampi di nonsense che in qualche caso colpiscono nel segno e in altri lasciano completamente indifferenti. In certi punti Harkham mi ha ricordato un altro autore di origine ebraica, Koren Shadmi, ma di quest’ultimo non sembra possedere né le qualità visionarie, né l’originalità del segno. Capire se Harkham diventerà un autore importante, o rimarrà invece una meteora, rimane al momento una questione irrisolta, così come restano in attesa di risposta le domande sul modo migliore di adattare su carta i fumetti pubblicati inizialmente in digitale, considerando quanta forza ha perso Poor Sailor in questo formato.
Alessio Bilotta
 GOLEM STORIES
Coconino Press | 124 pagg. b/n e bicromia | 19€
Storie e disegni di
Sammy Harkham
Reperibilità:
pubblicato nell’estate del 2013,
si può ancora trovare in fumetteria e libreria;
disponibile sul sito dell’editore
Voto: 6+
Per saperne di più:

 

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