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Questo pezzo non è soltanto un invito alla lettura, come tutti gli altri scritti finora, ma è anche un appello accorato a Maicol&Mirco affinché si sbrighi a pubblicare i libri successivi de Gli Scarabocchi (fremo, in particolare, per l’annunciato n. 006, Il papà di dio). Le belle cose che appaiono sulle reti sociali sono sicuramente un ottimo intermezzo, ma ritengo che questa opera sia veramente compiuta solo nella sua versione analogica. Se non sai di cosa sto parlando, vai subito a visitare i siti che indico più sotto, perché questi fumetti sono quanto di meglio si sta producendo adesso in Italia, proprio a livello di linguaggio, oltre che di contenuti. Una delle prerogative più interessanti della cosiddetta “nona arte”, infatti, è la sua capacità di sintetizzare con pochi segni concetti complessi, e qui siamo davvero a livelli altissimi: poche linee a graffiare sulle pagine personaggi ridotti ai loro elementi essenziali, che non fanno altro che spiegarci il mondo e dirci la verità, soprattutto quella più fastidiosa. Agli Scarabocchi non interessano i fronzoli o i filtri, sono violenti e tragicamente contemporanei; ci somigliano molto, ma per quanto noi siamo goffi e pesanti, tanto loro danzano agili e impertinenti fra l’alto e il basso, fra la filosofia e la trivialità, fra la banalità e la complessità. Scoperchiano i sassi nel nostro cervello, e quasi sempre fanno uscire da sotto cose tutt’altro che rassicuranti.
Le pagine tutte rosse dei volumetti, che reinterpretano in modo originale la grafica degli Adelphi, sembrano volerci indicare un grave pericolo, e forse se leggiamo Gli Scarabocchi siamo ancora in tempo a salvarci, o almeno a morire ridendo.
Alessio Bilotta
SONO MARIO?
Rombolab Autoproduzioni | 64 pagg. rosse | 5 €
Storia e disegni di
Maicol&Mirco
Reperibilità:
presentato a Lucca Comics 2013, si trova
sul sito de Gli Scarabocchi
Voto: 10
 
Per saperne di più:
 

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