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L’altro ieri, il 14 aprile, il grandissimo fumettista e regista Katsuhiro Ōtomo ha compiuto 60 anni. Noto soprattutto per il capolavoro Akira, a me piace ricordarlo attraverso un lavoro precedente (pubblicato in Giappone fra il 1980 e il 1983) e non troppo celebrato, nonostante contenesse già quasi tutti gli elementi narrativi e visuali sviluppati poi nella sua opera più famosa. Si tratta di un thriller con risvolti orrorifici e fantastici, ambientato in un enorme caseggiato giapponese dove avvengono misteriosi suicidi, nei quali si scoprirà poi essere coinvolti strani personaggi dotati di terribili poteri paranormali. Un fumetto davvero molto inquietante, soprattutto in virtù delle ambientazioni, enormi palazzi anonimi e freddi nei quali la violenza può esplodere in ogni momento, inaspettata e feroce. I disegni non tradiscono le altissime aspettative, e colpiscono per l’infallibile capacità di rappresentare al meglio tutte le emozioni che attraversano la storia: la solitudine, la disperazione, la paura, l’orrore e l’impotenza. Non manca la speranza, che come nella migliore tradizione nipponica risiede nei bambini, anche se sognano giochi mortali e possono diventare spietati carnefici.
Molto in anticipo sulle polemiche italiane di questi ultimi giorni, Domu è stato anche insignito nel 1983 del prestigioso premio Nihon SF Taisho Award, attribuito alla migliore opera di fantascienza, sia essa un romanzo, un fumetto o un film, quindi senza alcuna inutile (?) distinzione di supporto.
Alessio Bilotta
DOMU – SOGNI DI BAMBINI
(I Classici del Fumetto di Repubblica – Serie Oro #52)
Gruppo Editoriale L’Espresso | 260 pagg. b/n | 6,90 €
Sceneggiatura e disegni di
Katsuhiro Ōtomo
Reperibilità:
questo volume è stato pubblicato nel 2005,
esiste anche una versione precedente in due albi
pubblicata da Comic Art;
da cercare online o nei circuiti dell’usato
Voto: 95

 

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