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Di Bastien Vivès ho già parlato il mese scorso qui, e penso che lo farò ancora, soprattutto se il ragazzo continuerà a variare il suo stile in maniera così naturale e interessante. Lo spunto di questo fumetto (pubblicato in Francia nel 2008) non è originale, perché si racconta solo di un ragazzo e di una ragazza, di una normale storia d’amore che sboccia, fiorisce e poi, quasi inevitabilmente, appassisce, lasciando il gambo spoglio e i petali al vento. La narrazione è frammentata, certi passaggi sono anche difficili da collocare cronologicamente, ma nonostante ciò la lettura scorre fluida, scivolando agile fra gli ampi spazi bianchi in cui sono immerse le vignette, tutte rigorosamente senza bordi. Questo è proprio il modo in cui io rappresenterei i miei ricordi, senza alcuna soluzione di continuità e senza riuscire a comprendere bene alcuni passaggi, anche se fondamentali. E questa è la grande intuizione di Vivès, che così riesce a connettersi direttamente con le nostre emozioni più intime. Meritevoli di grande attenzione anche le doppie pagine di intermezzo, che approfondiscono e spiegano alcuni passaggi, spesso utilizzando un macabro sarcasmo: in questi siparietti i personaggi sono piccolissimi, visti da molto lontano, perché forse è solo staccandosi il più possibile dai ricordi che si riesce a capirli un po’ di più. Come una mappa, come una storia di due pagine di cui si può vedere simultaneamente l’inizio e la fine.
Alessio Bilotta
LA MACELLERIA
(La boucherie)
Diábolo Edizioni | 90 pagg. colore | 15,95 €
Sceneggiatura e disegni di
Bastien Vivès
Reperibilità:
pubblicato a settembre 2012,
si può acquistare sul sito dell’editore
Voto: 7,5
Per saperne di più:

 

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