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Ho sempre amato le produzioni “trash”, un po’ perché mi divertono molto e un po’ perché le ritengo un buon indicatore dello stato di salute delle opere di cui sono l’emulazione fallita e deteriore. E infatti, ormai da molto tempo, in Italia non si stampano più quei giornalini a fumetti imbarazzanti e di cattivissimo gusto, e tutte le pubblicazioni che possiamo avvicinare al “trash” realizzate di recente sembrano mancare sempre di un paio di elementi fondamentali, e cioè la volontarietà e il compiacimento degli autori.
Potremmo citare la biografia di D’Annunzio uscita l’anno scorso con Il Giornale, oppure il recentissimo Lady Mafia, o magari gli incredibili manga italiani su Berlusconi e Anna Tatangelo di qualche anno fa, ma in nessuno di questi casi gli autori sembravano del tutto consapevoli di quello che stavano facendo, anzi. Per questi motivi ho riletto volentieri il primo numero di Belzeba, tardo esempio di tascabile porno-horror che è quasi un “trash” al quadrato, poiché, oltre alla nobile eredità di Satanik, si porta dietro anche i retaggi osceni di Zora, Jacula, Cimiteria, Lucifera e chi più se ne ricorda, più ne aggiunga. Un albo che è un’autentica fiera di turpitudini ed eccessi, e che ancora oggi lascia un po’ interdetti, proprio a partire dalla protagonista, una creatura ermafrodita nata da una vacca ingravidata da Satana in persona!!! Da segnalare i disegni del bravo Sandro Angiolini (più noto per Isabella), molto superiori alla media delle produzioni di questo tipo e incredibilmente simili, in alcune soluzioni grafiche, a certe cose di Go Nagai.

 

Alessio Bilotta
BELZEBA #1
Edifumetto | 112 pagg. b/n | 300 L.
 
Sceneggiatura (?) e disegni di
Sandro Angiolini
 
Reperibilità:
pubblicato nel lontano 1977, si può cercare
nei circuiti dell’antiquariato; qualche anno fa
è uscita in edicola una ristampa anastatica
Voto: 6+
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