Una cosplayer abbraccia un parlamentare, simboleggiando il tanto atteso incontro fra le istituzioni e la Nona Arte. 
 
Sì, ok, un fumetto non è di sicuro un “romanzo illustrato”, né solamente un “libro di narrativa in prosa”, ma unastoria rimane un libro bello, importante, e davvero, al di là della retorica, un’opera monumentale, destinata a rimanere nel tempo, secondo il mio modesto parere. In definitiva, un fumetto di cui è giusto parlare.
Senza contare che Gipi ne è uscito alla grande, e anche Zerocalcare. Sono stati bravi, naturali, affascinanti. Onesti. E alla fine andrà ottimamente, me lo auguro, anche per tutti quelli (e non sono pochi) che realizzano “fumetti fatti bene”. Azzardo anche che, un’eventuale candidatura al Premio Strega, sarebbe una salutare boccata d’aria fresca per tutta la letteratura italiana.
Poi, certo, è fondamentale che qualcuno che ne sa riporti l’attenzione sul Fumetto come linguaggio con dignità e caratteristiche proprie, che non abbisogna di apparentamenti con forme espressive considerate più nobili, ma confido che a questa conclusione ci arriveranno presto in tanti, persino i frequentatori dei salotti televisivi e non.
Riferimenti:
qui la notizia ANSA sulla candidatura di unastoria al Premio Strega
– qui l’intervista di Concita De Gregorio a Gipi (che pare non sia visibile su alcuni browser)
 
Alessio Bilotta
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