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Quando avrete fra le mani la vostra copia di “Partitura notturna”, noterete subito che i disegni di Madame Carlotta Jole Turquoise, oltre ad essere indiscutibilmente belli, sono immagini che pulsano di una vita propria. Sono disegni nati da suoi sentimenti e passioni molto forti ed autentici, ed anche per questo è stato molto interessante intervistarla e conoscerla meglio. Buona lettura!

Alessio Bilotta

 

M.me C.J. Turquoise in tutto il suo fascino acquatico

 

Qui in un autoritratto alla maniera di Lars Von Trier
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Non sono brava in matematica. Disegno, dipingo, scrivo, canto e sono molto distratta. Molto. Troppo.
 
Madame Carlotta Jole Turquoise: da dove viene questo pseudonimo? Come mai l’hai scelto?
Adoro il colore turchese, mi trasmette un senso di pace, ma non una pace serena, …una pace uhm…inquieta. La pace dei viaggiatori. E il suono, in francese, è anche meglio. Riempie la bocca, turquoise. Invece Carlotta e Jole erano i nomi delle mie nonne.
 
Fin dalla prima volta che vidi i tuoi disegni, mi colpirono molto per la loro particolare sensualità, naturale e fortissima. Questo però è il tuo primo lavoro dove hai scandagliato in maniera così profonda il tema dell’erotismo. Cos’hai pensato dopo la prima lettura della sceneggiatura di André Delattre? Qual è stata la molla che ti ha fatto decidere di interpretarla graficamente?
Sulle prime ho pensato “no. Non disegnerò mai una cosa del genere, mai”. Poi però… qualcosa dentro di me urlava quasi “provaci. Spingiti più in là, varca i confini”. Così, con due voci in testa che mi dicevano cose diverse “non ce la farai, non fa per te, è una cosa troppo aldilà dei tuoi valori” “invece sì, devi arrivare a guardare la tua ombra, anche se ti fa paura, solo così troverai i tuoi talenti”, ho dovuto prendere la matita e affrontare la cosa.
L’unico modo che ho per affrontare i demoni urlanti è disegnarli.
 



Si tratta anche della tua prima storia lunga a fumetti. Sceneggiata da uno scrittore che non aveva mai lavorato per la Nona Arte, e coordinata da un altro debuttante assoluto (cioè il sottoscritto). Insomma, praticamente si è trattato di un esordio per tutti. Com’è andata? È stato più divertente o più faticoso?
È stata una commistione di cose inscindibili, come accade spesso nella vita. È stato faticosissimo, ed emozionante, a volte divertente, a volte persino doloroso. 
 
Raccontaci la genesi di una tavola tipo di “Partitura notturna”, anche descrivendo dettagli più tecnici, se vuoi. Com’è stato lavorare con André? Era la prima volta che lavoravi ad uno script non tuo?
No, non era il mio primo lavoro con uno sceneggiatore, tuttavia, sebbene avessi capito che André voleva lasciarmi un largo margine di libertà espressiva, a volte non capivo dove volesse andare a parare, e il non capirsi portava sovente a diatribe. La cosa strana, è che queste diatribe nutrivano in qualche modo la tensione già presente per natura, e dunque avevo il bisogno di metterle su carta solo per sfuggirne in qualche modo. In pratica andava più o meno così: guardavo i fogli, mi veniva in mente una scena dalla sceneggiatura, cercavo le pose (foto, più che altro) che mi ispirassero e aiutassero con le anatomie, e poi mettevo su carta. Mandavo ad André, che mi dava il suo parere. (Poi si litigava).  Il montaggio della tavola avveniva in un secondo momento, con l’aiuto della tecnologia.
 
(qui André racconta l’esperienza dal suo punto di vista)
 
Bozzetto
Quando feci vedere i tuoi disegni ad André la prima volta, lui tirò fuori una divertente definizione, che avrebbe secondo me un buon riscontro anche pubblicitario: “il punto G d’incontro fra Grazia Nidasio e Milo Manara”. Ti riconosci in questa definizione? Quali sono, se ci sono, gli artisti che hai tenuto come riferimenti nella realizzazione del libro?
Mi sento davvero lusingata e anche intimidita da questo confronto con due Grandi, troppo grandi rispetto a me. Non saprei dire se mi riconosco, alla fine non ho mai letto molto né della Nidasio, né di Manara, se non qualche storia qua e là in gioventù. Probabilmente ho un carattere simile a entrambi e di conseguenza ciò si traduce nel tratto… e comunque il background è quello del fumetto italiano e franco-belga, misto a un po’ di manga, non si può sfuggire alle cose che sono già state sperimentate, disegnate, scritte, anzi si deve farne tesoro. Stranamente non ho voluto ispirarmi a nessuno in particolare, volevo andare di getto, senza pensare. Poi non so se ho fatto bene o male…volevo che questa fosse una cosa solo “mia”.
 
Sono stato molto contento che Erika Lust abbia accettato di scrivere la prefazione, mi sembra sinceramente una figura adatta, molto più di certi totem del fumetto ai quali avevamo pensato inizialmente. Ci sono infatti pochissime artiste visuali che si occupano di erotismo, e anche fra le scrittrici le cose non sembrano andare molto bene, soprattutto se includiamo personaggi come E.L. James. Come mai, secondo te? Si tratta di fattori di mercato, culturali o c’è dell’altro?
Sinceramente… non credo di poter fare un’analisi, non essendo una fruitrice abituale del genere, tuttavia azzarderei un’ipotesi, a sentimento. Secondo me si tratta principalmente di fattori culturali. Le donne sono ancora viste come o oggetto di desiderio sessuale oppure come una sorta di madonne/madri portatrici di vita e speranza, il che è in parte vero, ma anche noi donne abbiamo delle pulsioni, abbiamo un lato animalesco e carnale. Vivo. Forse più sentito, profondo e sentimentale. Più erotico, diciamo. Fino a che non libereremo dai tabù questo lato carnale, smettendo anche di imitare gli uomini in una corsa cieca dove gli amanti sono visti come tacche sull’elmetto di guerra, non potremo svilupparlo al meglio.
 
Cos’è la volgarità per Madame Turquoise?
La mediocrità. L’assenza di curiosità, di gusto, di intelligenza. Anche di un minimo di cultura, se vogliamo, che è il frutto della curiosità.
 
Studio di personaggio femminile
 
Ammettiamo di avere un budget illimitato per realizzare un film tratto da “Partitura notturna”. A chi affideresti la regia? Chi sarebbero gli interpreti? Chi si occuperebbe della colonna sonora?
La colonna sonora andrebbe senz’altro a Donald Fagen, oppure a dei buoni jazzisti di rango. Gli interpreti? Charlotte Gainsbourg che si taglierebbe i capelli per l’occasione, e Johnny Depp. La regia? Forse a Sofia Coppola. 
 
Sarai presente a Lucca per dedicare il libro, puoi dirci quando? E secondo te chi potrebbe essere il lettore ideale di “Partitura notturna”?
Sarò presente dal 31 ottobre al 3 novembre. Il lettore ideale… una persona curiosa, con una discreta dose di ironia.
 
Grazie!
 
Bozzetto del prossimo progetto di M.me Turquoise
 
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