Nel tentativo di fornire una panoramica sintetica di quello che è successo nel 2012, mi sembra doveroso iniziare ricordando i tanti disegnatori che se ne sono andati per sempre negli scorsi mesi, e in particolare quelli che per me hanno significato di più, vale a dire Moebius, Joe Kubert e Sergio Toppi.
A livello più generale, in Italia, l’anno che sta per concludersi ha visto una ritrovata attenzione al mercato d’Oltralpe, con molti premi ad autori e opere francesi, compresa la consacrazione lucchese del grande Cyril Pedrosa, e la meritata affermazione, a suon di copie vendute, di un autore non ancora trentenne (quindi finalmente davvero giovane), e cioè Zerocalcare.
Per il resto, il panorama editoriale nostrano mi è sembrato ancora molto frammentato e caotico, contraddistinto da un numero spropositato di uscite in libreria, così tante che anche gli stessi venditori faticano a starci dietro. Chiaramente in questa situazione non è facile capire cosa vale la pena leggere e cosa è meglio lasciare sugli scaffali, e sicuramente mi sarà sfuggito qualcosa di meritevole. Tuttavia, senza annoiare con troppi discorsi, e senza alcuna pretesa di completezza, propongo ugualmente, nella foto a corredo del post, i titoli che mi sono piaciuti di più fra quelli che ho letto: in particolare, vorrei evidenziarne tre di cui secondo me si è parlato troppo poco, e cioè Lezioni di anatomia di Nicolò Pellizon, Storia di una madre di Akab e Mooned di Lorenzo Palloni. Tutti questi autori dimostrano, in maniere diverse, come sia possibile essere originali e sperimentatori oggi senza per questo rinunciare al piacere della narrazione e alla ricerca della bellezza nella costruzione delle tavole. Tra l’altro, due di questi volumi sono stati pubblicati da due realtà editoriali all’esordio, vale a dire Mammaiuto, comunque attivi come gruppo da oltre un anno sul web, e Alessandro Berardinelli Editore. Si tratta di esordi che fanno ben sperare, sia per il valore dei contenuti proposti che per l’attenta cura editoriale.
Da segnalare anche Mytico! e Davvero, esperimenti da edicola interessanti soprattutto per i presupposti, ma molto meno per come sono stati realizzati.
Altri numeri di cui prendere nota: record di sempre come presenze a Lucca Comics (180.000 in 4 giorni) e terzo incasso di tutti i tempi per il film The Avengers (1,5 miliardi di dollari). Sembrerebbe, quindi, che il fumetto goda di ottima salute, ma io preferisco riportare le parole di Filippo Scòzzari, recentemente chiamato in causa da Il Fatto Quotidiano (qui l’intervista completa):
“Ormai il fumetto, nel paese dei campanelli, ha fatto la fine dell’operetta: cipria, strass e cinguettii, che i brontolii degli insoddisfatti non trasformeranno in ruggiti”.

Buon anno a tutti!

Alessio Bilotta
Annunci