Credo che tutti oggi abbiano visto il bellissimo “doodle” di Google, che celebra il 107° anniversario della prima pubblicazione, sulle pagine del New York Herald, di uno dei capolavori assoluti della storia del Fumetto, vale a dire “Little Nemo in Slumberland”, di Winsor McCay.
La versione italiana del motore di ricerca più usato al mondo identifica la serie come “Bubi  nel paese del Dormiveglia”, una dicitura a me nuova e che riprende la traduzione, oggi quasi sconosciuta, fatta a suo tempo dal Corriere dei Piccoli, prima testata a pubblicare Little Nemo in Italia negli anni ’10 del secolo scorso.
Complimenti sinceri agli autori del logo animato, che ci mostrano un esempio molto interessante di fumetto che sfrutta alcuni canoni dell’animazione pur rimanendo sostanzialmente fedele ai propri.

Rimando, per maggiori informazioni su McCay e Little Nemo, al post come al solito informatissimo di Ned Bajalica, che rimanda a sua volta ad un vecchio articolo nel quale sembra che molte delle idee sviluppate da McCay fossero già state visualizzate da altri autori in Francia alla fine dell’Ottocento.

Alessio Bilotta
 
Un’immagine del “doodle” odierno
 
Annunci