L’archeologo francese Marc Azéma dell’Università di Tolosa, in un articolo apparso sul numero di giugno della rivista Antiquity, ha reso noti i risultati di uno studio secondo il quale i graffiti paleolitici rinvenuti in molte grotte (roba di 30.000 e passa anni fa!) sarebbero una forma embrionale di animazione. Questo spiegherebbe perché molte figure hanno diverse parti del corpo (teste, zampe, code) disegnate più volte in modo sovrapposto. L’illusione dell’animazione sarebbe stata ottenuta facendo oscillare la luce delle torce sui graffiti. Qui un articolo in inglese sulla notizia.
Una scoperta davvero straordinaria, e un contributo inaspettato per approfondire i legami fra fumetto e animazione.
Buona visione!
Alessio Bilotta

 

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