A volte, leggendo con un po’ di attenzione, si scoprono tante cose interessanti. Per esempio, se si consulta il programma della manifestazione pratese sulla pagina ufficiale FB dell’evento, si scopre che la parola “fumetti” è citata una sola volta. Il nostro medium preferito sembra recitare il ruolo di timido imbucato, assediato com’è da sfilate, “spadate”, medaglie, tornei e addirittura un concerto pomeridiano di una band di strani personaggi travestiti da elfi. Sicuramente imperdibile, la cantante sembra proprio carina.

Il programma così come presentato su FB

Tutto bello, per carità, ma non mi si venga a dire che questa mostra vuole rinverdire i fasti del passato, perché siamo completamente su un altro pianeta.
Poi, come mi ha insegnato la mamma, ho provato a leggere le etichette del minestrone: ce ne sono tante, tantissime, sulla locandina, anche molte che non conosco, scusatemi.
Quindi, come mi ha suggerito un vecchio amico che non vedevo da tempo, mi rivolgo al web, e digito su Google “Prato Comics 2012”. Vengo attratto subito da uno dei primi risultati, questo: http://www.kolosseo.com/prato/48-prato-fumetto.html.
Ne deduco, sempre su imbeccata dell’amico di cui sopra, che dietro alla manifestazione pratese ci sono gli stessi che negli scorsi anni hanno “curato” le ultime, tristissime edizioni tenute al Palazzetto dello Sport, quelle dove si provavano a vendere ad un pubblico da dopobomba giocattoli rotti e Tex ammuffiti. Sì, quelli delle locandine gialle con la pin-up in stile anni ’50.

È questo dunque quello che ci aspetta? Spero proprio di no, altrimenti c’è il rischio di rimpiangere l’indimenticabile edizione fatta nel garage del Museo Pecci…

 

La simpatica biondina che ci invita a comprare vecchi 45 giri
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