Il diario del lunedì – 24.2018

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La 24esima settimana dell’anno si caratterizza per essere la prima, dopo qualche mese, a non aver avuto nessuna fiera importante incentrata su fumetti e dintorni. Ci sono stati, è vero, alcuni eventi minori, ma ormai l’orizzonte dei festival si è spostato a settembre. Pochissime anche le notizie da segnalare, fra cui la prima è una curiosità legata all’inizio dei mondiali di calcio in Russia.

Notizia n.1: la Marvel, in collaborazione con il canale sportivo ESPN, ha pubblicato un fumetto digitale diviso in 13 capitoli dedicato alla Coppa del Mondo e ai suoi protagonisti. Le storie sono tutte sceneggiate da Fabian Nicieza, noto soprattutto per i suoi lavori sugli X-Men e su Deadpool, e più che di fumetti veri e propri si tratta di brevi racconti illustrati in maniera piuttosto goffa. Rimandiamo direttamente al link ufficiale segnalando il capitolo dedicato all’eliminazione dell’Italia.

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Notizia n. 2: continuano purtroppo le spiacevoli vicissitudini di Stan Lee, che ha ottenuto un’ordinanza restrittiva nei confronti di Keya Morgan, una fra le persone a lui più vicine negli ultimi anni. La faccenda si fa sempre più ingarbugliata, ma stavolta nessuno Spider-Man potrà intervenire. Questo articolo di Fumettologica riassume a grandi linee la storia finora.

Per concludere, ricordiamo anche noi il trentesimo anniversario della morte di Andrea Pazienza, celebrato il 16 giugno. Oltre alle iniziative legate alla bellissima mostra romana organizzata nell’ambito dell’ARFestival, si sono sprecati articoli e ricordi del grande autore pugliese, e non poteva mancare l’ennesima iniziativa editoriale che promette ben 4 volumi di inediti e materiali rari. Ci sembra che in pochi abbiano reso davvero giustizia alla memoria dell’artista, ma tant’è.

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Anche per oggi è tutto, appuntamento alla settimana prossima.

Alessio Bilotta

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Il diario del lunedì – 23.2018

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L’estate si avvicina e le notizie da segnalare sembrano diminuire. Solo 3 nella 23esima settimana dell’anno, che andiamo subito a riepilogare.

Notizia n. 1: è stato diffuso un nuovo trailer del film di animazione con protagonista l’Uomo Ragno e la cui uscita nelle sale italiane è prevista per il prossimo dicembre. Il protagonista di “Spider-Man: Into the Spider-Verse” (questo il titolo del film) sarà Miles Morales, creato inizialmente come Spider-Man di un universo alternativo e poi incluso nel Marvel Universe principale. Ci ha messo addosso una discreta curiosità e abbiamo voglia di vederlo.

Notizia n. 2: è scomparso all’età di 68 anni il disegnatore di manga Shigeru Tsuchiyama, autore, fra le altre cose, anche di “Ginga Senshi Apolon”, dal quale fu tratta la serie animata “UFO Diapolon”, abbastanza popolare anche da noi all’inizio degli anni ’80. Il robottone protagonista aveva la particolarità di assomigliare ad un giocatore di football americano.

Notizia n. 3: la DC Comics ha annunciato il rilancio della linea Vertigo, creata 25 anni fa e nota agli appassionati per essere l’etichetta di qualità e dai contenuti più adulti dell’editore di Superman e Batman. Saranno pubblicati 7 nuovi titoli, fra i quali segnaliamo “Hex Wives” disegnato dalla nostra Mirka Andolfo. Qui maggiori dettagli.

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Anche per oggi è tutto, appuntamento a lunedì prossimo!

Alessio Bilotta

Arriva Minkiaman!

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Non ho mai incontrato di persona Gianni Allegra, l’autore del libro a fumetti che consigliamo oggi. Ciononostante, lo considero un caro amico anche da prima che iniziasse la lunga genesi di Minkiaman, durata circa 4 anni. Oltre ad aver avuto l’onore di pubblicarlo (“U come Umorismo”, 2016), ho avuto anche il privilegio di condividere con lui molti dei passaggi che hanno portato alla nascita del fumetto che esce oggi in tutte le librerie per Tunué (160 pagg. b/n, 16€). Probabilmente questo mi impedisce di essere un commentatore obiettivo, ma non posso farci nulla, e in ogni caso sono convinto che dopo averlo letto e guardato anche voi, sarete tutti d’accordo con me.

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Si capisce che è un fumetto unico nel panorama attuale già dal titolo e dalla copertina. In particolare, la parola “guerra” e il nome del protagonista fanno presagire qualcosa di violento e grottesco allo stesso tempo, sensazioni accentuate dalla lettera “K”, un carattere dagli spigoli taglienti ma ormai utilizzato in modo disinvolto e quasi naïf. L’illustrazione di copertina, senza colori, oscura e rabbiosa, sembra completare una dichiarazione di intenti.
Totuccio, cioè l’alter-ego dell’improbabile supereroe Minkiaman, è un ragazzo nato e cresciuto in un ambiente di violenza e prevaricazione continue, dove si deve scegliere subito da che parte stare: trasformarsi in una creatura acherontica e ingorda, oppure conservare qualche barlume di umanità e quindi essere condannati a stare ai margini della società. Le donne, da parte loro, non sono molto di più che oggetti sessuali a pagamento, condannate all’impossibilità di esprimere un pensiero o un sentimento se non all’interno della dinamica padrone/preda. Gli unici momenti di pace e bellezza sono quelli offerti dalla natura, dal gioco e soprattutto dai cani, in un’apparente regressione all’infanzia che è stata rappresentata in qualche misura anche da Matteo Garrone nel suo ultimo film “Dogman”.

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Siamo stati abituati, in questi ultimi anni, a sfogliare decine di libri a fumetti etichettati come “graphic novel” che hanno molte caratteristiche in comune: trattano temi “impegnati” o verosimili, hanno un ritmo compassato, sono disegnati con delicatezza e spesso si risolvono con una presa di coscienza da parte del protagonista. Non è il caso de “La guerra di Minkiaman”, che pur affrontando argomenti concreti e dolorosi, come l’inarrestabile degrado degli individui e della società, lo fa da un punto di vista molto originale, utilizzando elementi fantastici e soprattutto alzando il volume al massimo. I tratteggi fittissimi che graffiano la pagina, e sovente si aggrovigliano in macchie di nero inesorabile, sono forse la connotazione grafica più peculiare, insieme al segno potente e nervoso che dà vita a personaggi inquieti e disperati. Il ritmo è così forsennato che non è possibile interrompere la lettura dopo aver iniziato, e se l’autore ha voluto realizzare una sorta di opera rock a fumetti, direi che ci è riuscito benissimo.

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Gianni Allegra, che vanta una lunga carriera di disegnatore satirico, non conosce l’ipocrisia e non ha timore di rappresentare la natura umana in tutte le sue sfumature più sgradevoli, feroci o patetiche. Lo fa attraverso uno sguardo contemporaneamente distaccato ed empatico, ma sempre lucidissimo nell’evidenziare contraddizioni ed orrori. Fate anche voi un giro per le strade sudicie e pericolose di Balarm Town a conoscere Totuccio e gli altri, sono sicuro che ci ritornerete.

Alessio Bilotta